Qualche volta ti sei chiesto anche tu qual’è il miglior caffè in capsule, in cialde, per la moka o da bere al bar? Senti cosa ne pensano i ricercatori che hanno appena diffuso uno studio capace di comprendere le caratteristiche dell’espresso migliore.

Secondo gli esperti di un team di studio dell’Università di Limerick e Portsmouth, ci sarebbe un nesso diretto tra caffè e matematica.

Miglior caffè scienza

Per questo è stata approntata una formula numerica attraverso cui riuscire ad ottenere la perfetta tazzina della scura bevanda più amata dagli italiani.

Tale metodo di preparazione che dovrebbe essere quello ideale, elabora più di 1.800 molecole differenti, capaci di conferire corpo, aroma e gusto all’espresso.

L’ardua impresa è già allo studio da diversi anni e dopo svariati test e calcoli elaborati, a detta degli esperti è stato approntato una sorta di algoritmo che, almeno in teoria non dovrebbe sbagliare mai.

Il gruppo di lavoro è partito da un presupposto ben preciso: migliorare la comprensione dei numerosi parametri che influenzano il prodotto finale, soffermando l’attenzione sul metodo di filtraggio, che a loro dire rappresenta il fulcro di tutto il processo.

Si è partiti dal funzionamento, considerando i meccanismi delle moderne macchine caffè, sempre più diffuse in Europa, Italia compresa.

Com’è noto, la maggior parte di esse fanno passare acqua calda attraverso una membrana (cialda, capsula o filtro) contenente la miscela macinata, generando la fuoriuscita dell’espresso e la conseguente estrazione in tazza.

Alcune in maniera più rapida, altre in un modo più lento, ma il procedimento è comunque quello.

E’ stato evidenziato però, che quando il passaggio dell’acqua avviene velocemente, il caffè viene estratto dalla superficie del macinato.

Al contrario, se l’attraversamento si rallenta, l’acqua riesce a penetrare più in profondità nella polvere dei grani.

Inoltre è emerso che, se il macinato è troppo fine, il risultato sarà una bevanda dal gusto più amarognolo.

Se invece la macinatura è grossolana il risultato tenderà ad essere un liquido eccessivamente acquoso.

Le suddette osservazioni sono state in seguito trasformate in dati numerici, utili a sviluppare un modello matematico affidabile che servirà a progettare le macchinette espresso di nuova generazione.

Dunque una diversa interpretazione o forse una sorta di semplificazione dei procedimenti di preparazione del caffè, attraverso cui elaborare le peculiarità essenziali.

Fatto ciò, lo step successivo al quale stanno ancora lavorando riguarda il comprendere come varia a la posizione del caffè macinato durante il passaggio dell’acqua.

Ciò perchè, sempre secondo gli studiosi, anche questo fattore influenza direttamente il sapore finale.

A quanto pare dovremo aspettare ancora un bel po’ prima che la scienza sappia darci una risposta certa e definitiva, nel frattempo noi di una cosa siamo sicuri: il miglior caffè è senza dubbio quello che più ci piace.

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