L’Italia è la patria dell’espresso. Al bar, in ufficio, davanti alla TV, una fragrante tazzina del nostro caffè preferito è un rito irrinunciabile. E proprio in casa le nostre abitudini raccontano di una miriade di caffè preparati con la cara vecchia moka, o con una delle tante macchine per espresso sempre più diffuse e tecnologiche. O al massimo usando il solubile in polvere disciolto in acqua calda.

Ma sai che esistono altre maniere? Ci sono tantissimi e diversi altri modi per preparare l’espresso che tanto ci piace. Scopri come fare il caffè in modo alternativo, ma sempre gustosissimo!

Modi di fare il caffè

La comodità della tua nuova macchina da caffè, a cialde o a capsule, la tradizione della classica moka e la praticità del caffè al bar. Certo, un buon espresso se è buono è buono qualsiasi sia lo strumento usato per prepararlo (c’è chi addirittura fa il caffè senza la moka!).

Ma vuoi mettere il fascino di metodi differenti, antichi, magari per noi esotici e tramandati da millenni? Scopriamoli insieme.

Caffè alla Turca

Detto anche caffè orientale, nel Caffè alla Turca è adottata la tecnica dell’infusione per ottenere una bevanda scura, densa e corposa, utilizzando preferibilmente un macinato a grana fine e torrefatto a tostatura media.

Innanzitutto, la miscela di caffè viene messa in un bricco di rame (detto Cezve o Ibrik), nella misura di 2 cucchiaini per dose. Si aggiunge poi acqua a piacimento in base al numero di tazzine che si intende ottenere, considerando circa 50 ml per tazza. Si zucchera a piacere e si mescola il tutto per far sciogliere i cristalli.

A questo punto il contenitore va messo sul fuoco a fiamma molto bassa, fino a che la crema non inizia a salire verso il bordo. A quel punto si toglie dal fuoco per qualche minuto, il tempo di lasciarlo raffreddare. E si riporta poi ad ebollizione una seconda volta. Il Caffè alla Turca è pronto: versarlo in ogni tazza e servirlo accompagnato anche da un invitante vassoio di Turkish delight, famoso dessert turco aromatico e gustoso.

Piccolo consiglio: poiché il liquido non va filtrato, per degustarlo al meglio facendo in modo che la polvere resti sul fondo è preferibile lasciarlo riposare qualche minuto. Va poi bevuto a piccoli sorsi, evitando di inclinare troppo la tazzina.

Tutti gli aromi di questa terra ricca di cultura li ritrovi in un caffè alla Turca: prova ad aggiungere anche un po’ di polvere di cannella, ancor più profumato e speziato!

Caffè Arabo

Anche se viene preparato per infusione è molto diverso dal caffè alla turca, soprattutto per tre aspetti: richiede l’aggiunta di diverse spezie, va bevuto subito e le tazzine non si riempiono fino all’orlo, ma solo per 1/3.

Entrando più nel dettaglio, va detto anche che nel Qahwa (nome originario di questa preparazione) i chicchi di caffè, di qualità arabica, sono macinati al momento o frantumati in un mortaio insieme ai semi di cardamomo (in alcune varianti può essere sostituito da cannella o zafferano e allungato con l’acqua di rose).

La bevanda si prepara nel tradizionale contenitore denominato Dallah, caratteristica caffettiera alta con il becco lungo e stretto, usata per portare ad ebollizione il composto. Nella nostra preparazione casalinga, però, va bene anche con un classico pentolino.

La quantità d’acqua necessaria è pari ad una tazzina per ogni persona, più mezza tazzina che evaporerà. In questo caso l’acqua deve bollire da sola senza niente dentro, per aggiungervi poi la polvere (un cucchiaino per tazza).

Rimettere tutto sul fuoco a fiamma bassa portando la bevanda quasi ad ebollizione, per tre volte in totale, stando ben attenti a non bruciare questa preziosa e profumata miscela.

Caffè Arabo spezie

Per finire si batte la caffettiera su una base rigida affinchè la polvere si depositi sul fondo e si versa il caffè che va assunto senza zuccherarlo. Poiché si beve amaro, viene tradizionalmente servito con dei datteri il cui sapore accentua la gradevolezza del caffè e delle spezie in esso aggiunte.

Caffè alla Napoletana

Non potevamo fare a meno di spiegare anche come fare il caffè buono con la cosiddetta cuccumella partenopea, visto che, seppure quasi in disuso, resta un classico intramontabile.

Sfruttando il passaggio dei liquidi, basa il suo funzionamento sul principio della percolazione.

Ti stai chiedendo come fare il caffè con la caffettiera napoletana? In pratica si compone di 4 diverse parti unite tra loro ad incastro: un serbatoio, un contenitore del macinato, un filtro ed un secondo contenitore per il caffè estratto.

Nel serbatoio inferiore si mette l’acqua stando ben attenti al livello che non deve coprire la valvola di sfiato. Il macinato (a grana grossa o comunque meno fine se paragonato a quello per la moka) va nell’apposito contenitore, riempito fino all’orlo ma senza pressarlo.

Poi si avvita il filtro sul contenitore inferiore dell’acqua; per ultimo si incastra il serbatoio superiore del caffè con quello dell’acqua, facendo in modo che i due manici corrispondano come posizione e che non ci siano fessure tra il serbatoio dell’acqua e quello del caffè.

Dunque la cuccumella si mette sul gas a fuoco medio e quando l’acqua contenuta all’interno bolle (per rendersene conto basta accorgersi del vapore che fuoriesce dalla valvola) si capovolge, si toglie dal fuoco e si aspetta che il liquido attraversi il serbatoio del caffè e il filtro e per defluire nel serbatoio (ci vogliono dai 5 ai dieci minuti in base alla capienza).

In questo arco di tempo se si vogliono mantenere inalterate tutte le fragranze e gli aromi, il beccuccio va chiuso per mezzo di un minuscolo cono di carta detto in dialetto coppetiello.

Ed ecco che si può versare nelle tazzine per essere bevuto.

Particolarità di questo tipo di caffettiera è il serbatoio della bevanda, dotato di un beccuccio rivolto verso il basso e non verso l’alto come la tradizionale moka.

Caffè Plunger o French press

Il caffè alla francese è un altro metodo basato sull’infusione a caldo detto anche cafetière. Avviene impiegando una sorta di cilindro in vetro dotato di filtro a stantuffo che viene spinto verso il basso per preparare il caffe.

Il procedimento è il seguente: all’interno del contenitore si introduce acqua calda (non bollente) e caffè in polvere; dopo aver mescolato e fatto riposare in infusione per qualche minuto si può pressare spingendo verso il basso l’apposita levetta fino alla fuoriuscita della bevanda.

Per una preparazione e degustazione ottimali è consigliabile riscaldare sia il cilindro che le tazze; il dosaggio della miscela (preferibilmente a macinatura grossa) è di un cucchiaino per tazzina (circa 7 grammi).

E’ bene inoltre ricordarsi che lo stantuffo del plunger va spinto in maniera graduale e lenta. In questo modo la polvere deposita sul fondo e il liquido filtrato diventa un ottimo espresso pronto da bere.

Caffè Etiope

Questo speziato caffè viene preparato con la Jebena, tipica caffettiera etiope fatta di ceramica. Ha una base sferica nella quale viene fatta bollire acqua alla quale è stato aggiunto caffè, miscela arricchita poi con spezie quali ad esempio il cardamomo, lo zenzero, oppure la cannella.

Per ogni tazza servono 10 ml di acqua e un cucchiaino e mezzo di polvere macinata di miscela Arabica.

Si può preparare sia sul fornello a gas oppure sulla brace ardente del camino. Si versa l’acqua nel contenitore nel quale andrà aggiunto gradualmente il caffè, e solo alla fine le spezie. Scuotere la caraffa africana affinchè l’infuso si mescoli armoniosamente.

Lasciar riposare una decina di minuti, versare in una tazza e sorseggiare questa aromatica bevanda che porta con sé il profumo di tradizioni antichissime e terre lontane.

Caffè: Cina e Giappone

Se si pensa all’estremo Oriente, alla lontana Cina, al Giappone, una delle prime bevande alle quali si pensa non è di sicuro il caffè. Ciò che ha reso i costumi di questi Paesi famosi in tutto il mondo sono legati ai rituali del tè, bontà nazionale da consumare in ogni momento della giornata.

Che caffè si beve in Giappone

Nonostante questo, però, anche qui negli ultimi anni stiamo assistendo ad un vero e proprio boom della nostra cara bevanda “occidentale”. O per meglio dire, occidentalizzata. Milioni di tazzine di caffè americano, caffè espresso o ancora solubile hanno conquistato i mercati nipponico e cinese, che si stanno adeguando a questa nuova richiesta con macchine da caffè super tecnologiche e nuove invenzioni in fatto di cialde e capsule.

Non esiste quindi per loro, ancora, una tradizione millenaria dell’espresso, ma chissà che con le loro innovazioni non semplifichino ulteriormente anche la nostra pausa caffè?

Come fare il caffè: il tuo metodo

Queste sono solo alcune delle tante tecniche di preparazione e senza dubbio ce ne saranno molte altre. Ne conosci o ne hai provata qualcuna?

Ora che sai come fare il caffè in modo diverso non ti resta che scegliere la fragranza che più ti piace e provare a sperimentare il gusto di preparare ed assaporare un caffè diverso dagli altri. E con lui portare a casa tua il profumo di Paesi lontani.