Il caffè: spesso lo beviamo per abitudine, come un gesto fine a sé stesso, semplicemente perché è buono e ci ricarica di energia oltre a deliziare il palato. Ciò che però spesso sottovalutiamo o ci dimentichiamo di apprezzare, per mancanza di tempo più che altro, è anche il suo aroma. Nonché il sapore. Un caffè è una melodiosa armonia di fragranze che si sprigionano nell’aria dal momento in cui prepariamo la moka, oppure inseriamo la cialda (o la capsula) nella macchinetta.

 

Ruota degli aromi e dei sapori del caffè

Quando pensiamo al profumo del miglior espresso, la prima cosa che ci viene in mente è una fragranza unica, precisa, senza immaginare minimamente tutte le sfumature o a cosa siano dovute queste caratteristiche distintive.

Basti pensare che all’interno di ogni chicco possono svilupparsi fino a 1000 diversi aromi. Eppure 9 volte su 10 non riusciamo a distinguerli davvero o a percepirne le differenze.

Che si tratti di varietà Arabica o Robusta, che provenga dal Brasile, l’Etiopia, o da qualsiasi altra piantagione dislocata altrove nel mondo, a noi interessa solo che sia gradevole all’olfatto e piacevole al palato; tutto il resto poco conta.

Eppure andando oltre il caratteristico odore che abitualmente viene associato al caffè, i nostri sensi sono in grado di captare ed isolare una grandissima quantità di gradazioni aromatiche.

Dunque se volessimo saperne di più sulle peculiarità del caffè, la nostra amata bevanda scura, quella che stiamo sorseggiando, come fossimo veri assaggiatori professionisti, possiamo imparare a identificare un determinato aroma percepito ma difficilmente riconoscibile, cogliendone le sfumature.

Ci servirà quanto meno a valutare e immaginare quale sapore possa avere una nuova miscela di cui abbiamo sentito parlare o della quale ne stiamo leggendo la descrizione, magari perché abbiamo deciso di acquistarla, a prescindere che si tratti di cialde, capsule caffè in grani o macinato.

O magari solo per aumentare il piacere dell’assaggio.

Dal chicco alla tazza, gli aromi derivano da ciascuna fase del processo produttivo, a partire dalla varietà dei grani e dalle tecniche di raccolta delle bacche mature, passando per la tostatura per concludersi poi con l’estrazione.

Ovviamente per fare un’analisi sensoriale del caffè occorre allenamento, che può partire sicuramente dalla descrizione di quelli che sono gli aromi più conosciuti e descritti. Noi li abbiamo riassunti di seguito. Li hai mai percepiti?

Aroma: tutti i profumi del caffè

Aroma floreale: note che richiamano il profumo di fiori come rosa, gelsomino, gardenia.

Agrumato: nota che ricorda la buccia degli agrumi come mandarino, arancia, pompelmo, limone.

Fruttato: note che evocano frutti freschi come mela, prugna, ciliegia.

Passito: note che richiamano fichi, albicocche, datteri passiti.

Vanigliato: note di profumo dolce e delicato di vaniglia naturale.

Frutta a guscio: note di frutta secca quali, nocciole, noci.

Cioccolato: note di gusto che evocano polvere di cacao o il cioccolato.

Aroma del caffè

Caramellato: aroma di zucchero caramellato, dolce e amarognolo nel contempo.

Pan tostato: nota fragrante tipica della crosta di pane o di cereali come l’orzo e il malto.

Speziato: richiamano le spezie quali cannella, pepe, cardamomo, fava di tonka.

Legno pregiato: sono note particolari che evocano i legni profumati quali rosa o sandalo.

Tabacco: note di tabacco secche che richiamano il buon sigaro.

La prossima volta che bevi un espresso prova anche tu a percepirne tutti gli aromi. Facci caso. Ti renderai conto che questa piccola inebriante esperienza olfattiva ti regalerà sensazioni che renderanno le tue pause e le tue giornate ancor più gustose e profumate del solito.